Tutti gli obiettivi sono stati finora conseguiti, il piano potrebbe proseguire oltre la scadenza del 2026, l’Italia ha già ottenuto 67 miliardi di euro e nel mese di maggio ne attende altri 19. A riassumere cifre e dati del Piano nazionale di ripresa e resilienza è il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in Commissione bilancio a Palazzo Madama, per illustrare ai senatori le modifiche al piano di governance del Pnrr, introdotte dal governo con un decreto dello scorso 24 febbraio. «L’Italia ha finora conseguito tutti gli obiettivi previsti dal Pnrr per gli anni 2021 e 2022. Si tratta di 151 obiettivi sul totale dei 527 previsti dal Piano fino al 2026. Nel 2023 gli obiettivi da conseguire sono in totale 96, di cui 27 nel primo semestre e 69 nel secondo», spiega Giorgetti, ricordando che in queste settimane «è in corso la valutazione, da parte della Commissione europea, della terza domanda di pagamento presentata nel mese di dicembre, per un valore di circa 19 miliardi di euro, importo che prevediamo di acquisire nel prossimo mese di maggio». Il titolare dell’Economia durante l’intervento ricapitola l’entità dei finanziamenti già ottenuti dal governo italiano.

Oltre l’attuale scadenza del 2026

«In totale sono 66,9 miliardi di euro, di cui 24,9 miliardi a titolo di prefinanziamento e 42 miliardi a rimborso della prima e seconda domanda di pagamento», precisa Giorgetti. Al di là dei numeri, a connotare l’audizione è la conferma che l’esecutivo non esclude l’idea di estendere l’attuazione del Piano oltre l’attuale scadenza del 2026, tanto che il ministro dell’Economia spiega:«Ricordo che rispetto al momento in cui questi piani sono stati redatti è successo qualcosa (crisi energetica, inflazione e guerra in Ucraina, ndr) che ha mandato in tilt l’intero sistema economico, non solo al livello europeo. Quindi parlarne non dovrebbe violare alcun tabù».

L’audizione in Senato

L’audizione al Senato è l’occasione per ribadire che «la capacità di ripresa e di crescita del Paese» è strettamente legata all’attuazione del Pnrr, ecco perché il governo ne ha rivisto la governance con l’intento «di procedere in maniera più approfondita nell’attuazione degli investimenti rispetto alle riforme, che sono ormai in una fase avanzata di attuazione», ricorda il ministro. Ma l’esecutivo è alle prese anche con la definizione di Repower Eu, il Piano per fronteggiare le difficoltà del mercato energetico, che dovrà essere presentato entro il 30 aprile alla Commissione Europea. Ieri i ministri Raffaele Fitto e Roberto Calderoli hanno tenuto una cabina di regia con i rappresentanti di Regioni, Provincie e Comuni per fare il punto su Repower Eu. Un ulteriore tema che terrà impegnato il governo nelle prossime settimane è quello dei bonus edili.

Il ruolo di banche e assicurazioni

Le imprese di costruzioni attendono che banche e assicurazioni riprendano ad acquistare i crediti di imposta bloccati nei cassetti fiscali delle aziende e, nel frattempo, l’esecutivo si muove accordando più tempo a chi non è riuscito a cedere i bonus maturati nel 2022. Entro il 31 marzo la cessione va comunicata all’Agenzia delle Entrate, pena la decadenza. La soluzione dovrebbe prevedere la possibilità di iscrivere il credito sulla piattaforma dell’Agenzia fin dal momento di presa in carico da parte della banca. Alla Camera intanto sono 311 gli emendamenti al decreto Superbonus presentati in commissione Finanze, che da domani dovrebbe esprimersi sull’ammissibilità delle proposte di modifica.

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