La scelta tra prestiti finalizzati e non

Meglio risparmiare sugli interessi, a costo di vincolare la somma ricevuta a un determinato acquisto o spendere qualcosa in più, ma tenendosi le mani libere? È il dilemma alla base della scelta tra prestiti finalizzati e non. Una questione tutt’altro che teorica, con varie implicazioni. Con la valutazione che non potrà che basarsi su situazioni concrete, a partire dall’evoluzione dei costi di finanziamento.

Soluzioni a confronto

Un finanziamento per le spese mediche, l’acquisto dell’automobile o l’organizzazione di un viaggio. Si tratta di tre casi tipici di prestiti finalizzati, la cui caratteristica peculiare è il vincolo in merito alla destinazione della somma ricevuta in prestito. Questi contratti vengono siglati direttamente con il negoziante (il quale raggiunge l’accordo con il finanziatore) e richiedono la presentazione di documentazione attestante la destinazione del finanziamento. Mentre, nei prestiti non finalizzati, l’utilizzo della somma ricevuta è lasciato alla discrezionalità del cliente, pertanto non occorre indicare una motivazione specifica. Il denaro viene versato dalla banca o società finanziaria direttamente al cliente, tramite assegno bancario o accredito sul conto corrente. Solitamente i prestiti non finalizzati sono caratterizzati da tassi di interesse più elevati, a causa dell’assenza di beni materiali posti a garanzia. Inoltre, proprio la mancanza di una garanzia rende più incerto rispetto ai prestiti finalizzati l’accoglimento della richiesta.

Primeggia il desiderio di liquidità

Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di PrestitiOnline.it, fatte 100 le richieste di prestiti in Italia, al primo posto c’è la liquidità, che copre il 29,2% di tutte le domande. Si tratta del tipico prestito non finalizzato, che consente di ottenere una somma di denaro – generalmente di importo ridotto – non vincolata all’acquisto di un certo bene. Al secondo posto c’è il finanziamento per l’acquisto auto usata, un mercato che si sta rianimando alla luce dei ritardi di consegna relativi alle automobili nuove. A completare il podio è la finalità ristrutturazione (14,6% del totale), particolarmente avvertita dopo l’esperienza di questi anni, con tanti italiani interessati ad ammodernare la propria abitazione e, laddove possibile, a ricavare una stanza in più per l’home working. Esattamente tre anni fa, pochi mesi prima dello scoppio della pandemia, il podio era molto più equilibrato, con l’interesse degli italiani focalizzato soprattutto sull’acquisto di un’auto (20,4% del mix) o per ristrutturare (20%), rispetto all’ottenimento di somme di denaro (17,4%). Tornando alle ultime rilevazioni, al quarto posto c’è il consolidamento (13,8% di tutte le richieste), che consente di ottimizzare una pluralità di esposizioni debitorie.

Tassi in crescita, ma non troppo

L’Osservatorio di PrestitiOnline.it offre indicazioni interessanti anche in merito all’evoluzione dei tassi. Nel terzo trimestre si registra un generale rialzo, scontato alla luce delle decisioni assunte dalla Banca Centrale Europea a luglio, ma su livelli comunque contenuti rispetto alle medie storiche. Segno che l’atteggiamento di banche e finanziare verso questo segmento di business resta costruttivo e che il ruolo dei comparatori, che consentono di confrontare diverse offerte di prestiti tra loro alla ricerca della soluzione più indicata per ciascuno, vanno tutto a vantaggio dei consumatori. Analizzando i migliori Taeg, i prestiti personali non finalizzati si attestano al 5,75% contro il 5,48% del secondo trimestre, la cessione del quinto nel settore privato passa dal 4,25% al 4,37%, nel pubblico dal 3,05% al 3,24%, per i pensionati dal 3,62% al 3,91%. Proprio questa modalità di finanziamento registra un interesse crescente nel nostro Paese alla luce di interessi particolarmente contenuti, che si spiegano con la garanzia per il finanziatore offerta dallo stipendio o pensione del richiedente, dal quale preleva il 20% ogni mese.

Importi stabili

L’Osservatorio PrestitiOnline.it segnala una sostanziale stabilità per gli importi medi richiesti sia relativamente alla liquidità (intorno a 8.700 euro), sia per l’acquisto di un’automobile nuova (15.700 euro) o usata (10.500 euro). Una tendenza che evidenzia un clima di fiducia stazionario per le famiglie italiane, tra inflazione elevata, guerra in Europa eppure dati positivi sul fronte occupazionale. Questa lettura trova conforto nell’andamento della durata media: nel terzo trimestre si attesta mediamente a quota 5,3 anni, non distante dalla rilevazione del secondo trimestre. La componente più consistente (quasi un terzo delle richieste totali) prevede il rimborso in un arco quinquennale.

(Fonte: Corriere Economia)

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