Con decreto pubblicato in GU in data 29/08/2022, sono state apportate modifiche al decreto 27 giugno 2019, relativo alla definizione delle modalità di investimento del MISE attraverso il Fondo di sostegno al Venture Capital.

Le modifiche introdotte:

  • È stata introdotta la possibilità per il MISE di operare anche in uno o più Fondi per il venture debt, quali organismi di investimento collettivo del risparmio chiusi e società di investimento a capitale fisso, che svolgano le loro attività attraverso un intervento di debito a favore di PMI e imprese ammissibili. I Fondi per il venture debt effettuano interventi di debito a favore di PMI e di imprese ammissibili con elevato potenziale di sviluppo ed innovative, non quotate in mercati regolamentati, che si trovano nella fase: di sperimentazione (seed financing), di costituzione (start-up financing), di avvio dell’attività (early-stage financing), di sviluppo del prodotto (expansion, scale up financing)
  • Introduzione di un nuovo comma che prevede che gli organismi di investimento collettivo del risparmio investiti dal Ministero possano operare anche investendo in Fondi per il venture capital istituiti o gestiti da gestori autorizzati ai sensi della direttiva 2011/61/UE in uno Stato dell’Unione europea diverso dall’Italia, o comunque da società residenti in uno degli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo e che siano soggette ad un regime di autorizzazione da parte delle autorità di vigilanza di uno dei suddetti Stati
  • I Fondi per il venture capital possono ora acquisire strumenti finanziari di equity o quasi equity emessi dalle PMI e dalle imprese ammissibili qualora tali acquisizioni siano strumentali al fine di razionalizzare la compagine societaria delle stesse in occasione di operazione di sottoscrizione di strumenti finanziari di equity o quasi equity di nuova emissione
  • I Fondi per il venture capital i Fondi per il venture debt rispettivamente investono nel capitale di rischio, o effettuano interventi di debito, a favore di PMI e di imprese ammissibili aventi sede operativa in Italia ovvero programmi di sviluppo in Italia, assicurando che le risorse del fondo siano impiegate dalle PMI e dalle imprese ammissibili in Italia e che la proprietà intellettuale sviluppata in Italia rimanga in Italia
  • Le imprese oggetto di intervento sono imprese con meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di € e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di € che sono state costituite, da non più di 5 anni, tramite una scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda da parte di grande impresa o di un’impresa a media capitalizzazione oppure che sono state costituite, entro il predetto termine, con l’investimento di una grande impresa o di di una MidCap in ottica di venture building.

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