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Drazefin - A GIUGNO LE IMPRESE NON PAGHERANNO L’IRAP

Notizie     11/05/2020    

A GIUGNO LE IMPRESE NON PAGHERANNO L’IRAP


Nel decreto Rilancio entra anche la “cancellazione” del saldo IRAP dovuto per l’anno 2019 e dell’acconto relativo al 2020. Restano invece fermi i termini previsti per il versamento del saldo e la prima rata di acconto dell’IRPEF e dell’IRES. Per quanto riguarda le condizioni che consentiranno di non versare l’IRAP 2019, stanno avanzando diverse ipotesi: il beneficio dovrebbe essere comunque riconosciuto esclusivamente in favore dei contribuenti di minori dimensioni, con esclusione delle imprese con fatturato superiore a 250 milioni di euro; dovrebbero poi essere escluse le banche e le assicurazioni.

L’IRAP 2019 e l’acconto 2020

Questa potrebbe essere la risposta concreta che il governo vuole dare alle imprese, così come riferito dal vice ministro dell’Economia Laura Castelli, che a proposito dell’Imposta regionale sulle attività produttive ha spiegato che si stanno «chiudendo gli ultimi calcoli» per «cancellare l’acconto e la rata di giugno, questo per il campione di imprese più grosso possibile in termini di fatturato». Al momento, invece, nulla cambia per i termini previsti per il versamento del saldo e la prima rata di acconto dell’Ires e dell’Irpef. Come ha spiegato Castelli, il governo è al lavoro per gli ultimi ritocchi: le condizioni per non versare l’Irap dell’anno scorso sono ancora allo studio, vediamo quali possono essere le ipotesi.

Una di queste prevede di concedere il beneficio esclusivamente ai contribuenti che hanno subito nel corso del mese di aprile una riduzione del fatturato rispetto al precedente periodo dello scorso anno. Sarà però necessario verificare se la percentuale sarà sempre quella del 33% o se verrà prevista una quota di riduzione più elevata (ad esempio il 50%).

Un secondo limite che potrebbe essere introdotto riguarderebbe il riconoscimento del beneficio esclusivamente in favore dei contribuenti di minori dimensioni. Ad esempio, la misura dovrebbe prevedere l’esclusione delle imprese con fatturato superiore a 250 milioni di euro. Dovrebbero poi essere escluse le banche e le assicurazioni.

Un’ulteriore ipotesi allo studio prevede lo stop al versamento generalizzato, a condizione che il contribuente dichiari una perdita di esercizio. Tale situazione è possibile in quanto la base imponibile del tributo regionale è diversa da quella ai fini IRPEF o IRES. Pertanto, contribuenti che dichiarano una perdita di esercizio, potrebbero trovarsi nelle condizioni di dover versare il tributo regionale. In tale ipotesi, se la scelta finale sarà questa, l’IRAP non sarà dovuta.

La versione iniziale del provvedimento, cioè le bozze del decreto che sono circolate fino ad oggi, non prevedevano affatto la sospensione dell’IRAP. Si tratta di una novità assoluta fatta intendere dalle parole del Ministro Gualtieri durante un’intervista di ieri sera, che, appunto, non lo rivela esplicitamente ma afferma che la questione è “in agenda”. Non resta che attendere la pubblicazione del Decreto Rilancio/Decreto Maggio che chiarirà meglio questo punto e tutti gli aspetti molto attesi.