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Drazefin - NUOVA CASSA INTEGRAZIONE DECRETO RISTORI

Notizie     30/10/2020    

NUOVA CASSA INTEGRAZIONE DECRETO RISTORI


Da oggi, con l’entrata in vigore del Decreto Ristori, arriva un primo rinnovo di 6 settimane degli ammortizzatori sociali da utilizzare entro il 31 gennaio. Si rinnova anche il blocco licenziamenti per le aziende che li utilizzano e l'esonero contributivo di 4 settimane, invece, per chi rinuncia. 

Inoltre, la cassa integrazione sarà gratuita anche per le aziende dei settori innteressati dalle restrizioni dell'ultimo DPCM. Prima scadenza domande:30 novembre 2020.

Trattamenti di integrazione salariale

I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per COVID-19, che hanno esaurito le settimane già garantite dai decreti precedenti, possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e CIG in deroga: 

  • per una durata massima di sei settimane, 
  • da utilizzare nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021. 

I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati a seguito del Decreto Agosto e collocati, anche parzialmente, dopo il 15 novembre 2020 rientrano in queste sei settimane. 

Hanno diritto: 

  • i datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l'ulteriore periodo di nove settimane del DL 104 -2020 
  • i datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal Dpcm Decreto Ristori di limitazione delle attività economiche per l'emergenza COVID-19. 

E’ richiesto il versamento dei seguenti contributi addizionali, già utilizzati per la cassa integrazione del Decreto Agosto:  

  1. al 9% della retribuzione globale spettante per le ore di lavoro non prestate per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%
  2. al 18% della retribuzione globale spettante per le ore di lavoro non prestate per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato da versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell'integrazione salariale)
  3. Nessun contributo invece per i datori di lavoro: 
  • che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, 
  •  che hanno avviato l’attività di impresa dopo il 1 gennaio 2019 e 
  •  i datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal Decreto Ristori

La domanda va presentata all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza è fissato al 30 novembre 2020 ed è necessario presentare autocertificazione sul fatturato per l’individuazione del contributo dovuto.

Blocco licenziamenti per le aziende che utilizzano la cassa integrazione 

Fino al 31 gennaio 2021 resta precluso l'avvio delle procedure di licenziamento economico individuale e collettivo e restano sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020. 

Esonero contributivo per le aziende che non richiedono trattamenti di integrazione salariale

Si riconferma che in via eccezionale, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di integrazione salariale è riconosciuto l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un ulteriore periodo massimo di quattro settimane, fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi INAIL.