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Drazefin - PIANO AZIENDALE

Notizie     23/02/2021    

PIANO AZIENDALE


L’impresa ha a disposizione un ampio set normativo per superare l’effetto Covid: può “sospendere” le perdite e rinviarle in un arco temporale fino a 5 anni, valutare il mantenimento della continuità aziendale basandosi su dati antecedenti al periodo pandemico, effettuare rivalutazioni di beni materiali e immateriali e partecipazioni, sospendere gli ammortamenti e non svalutare i titoli iscritti nell’attivo circolante. La predisposizione di un idoneo piano aziendale consentirà agli organi societari di valutare gli andamenti aziendali e al board di esercitare la propria funzione di supervisione strategica individuando obiettivi di lungo periodo, rispetto ai quali confrontare i risultati dei periodi intermedi. In ogni caso il piano svolge un ruolo importante per la redazione del bilancio, assicurando il requisito della continuità.

La centralità del piano aziendale

L’intera intelaiatura del bilancio, pur in presenza dei suddetti “ammortizzatori”, si deve basare su un idoneo piano aziendale che - oltre a rappresentare la base per una programmazione operativa - possa giustificare le scelte valutative definendo gli appropriati valori recuperabili nel lungo periodo.

La predisposizione di un idoneo piano aziendale è tanto più necessaria in un momento di elevata criticità causata da un evento straordinario e non prevedibile come il Covid-19. Un piano consente, infatti, agli organi societari di valutare gli andamenti aziendali in relazione al contesto competitivo in cui agisce e al board di esercitare la propria funzione di supervisione strategica con individuazione degli obiettivi di lungo periodo, rispetto ai quali confrontare i risultati dei periodi intermedi.

Il piano svolge in ogni caso un ruolo importante per la redazione del bilancio, assicurando il requisito della continuità.

In tema di controlli, il Principio di Revisione ISA Italia 570 afferente alla continuità aziendale, richiamato anche dall’ISA Italia 700 relativo alla formazione del giudizio e relazione sul bilancio, richiede idonea rappresentazione della evoluzione prospettica dell’impresa, da estrinsecare in piani e previsioni. Ma anche qualora gli amministratori volessero proporre all’assemblea la distribuzione di dividendi o, al contrario, escludere una tale scelta, nel rispetto dei principi di corretta amministrazione, dovrebbero operare disponendo di un adeguato piano previsionale che fornisca un’adeguata visione prospettica degli impatti sulla tesoreria di una tale deliberazione.

Risulta chiara a chi scrive la difficoltà di giungere ad un’efficiente pianificazione in un momento così confuso e incerto.

L’esperienza dei piani relativi alle situazioni di crisi può essere un valido strumento per aiutare anche le imprese in bonis ad affrontare l’attuale momento e la corretta organizzazione del modello economico, finanziario e patrimoniale.

La parte di interesse è sicuramente quella della predisposizione di un piano industriale, dotato delle necessarie assunzioni e della corretta sequenza temporale, che si estrinseca nel modello economico, finanziario e patrimoniale, accompagnato da un idoneo action plan. Qualora le azioni pianificate non riuscissero a essere realizzate nei tempi ipotizzati, o in un range individuato da idonee analisi di sensitività (o da scenari alternativi), oppure i risultati attesi non venissero raggiunti secondo le previsioni scandite da opportuni milestones, si dovrà procedere a porre in essere azioni correttive, di rimedio, che possano aiutare l’azienda a raggiungere i risultati attesi, probabilmente in un lasso temporale differente rispetto a quello originariamente programmato, oppure accedere ad uno degli strumenti previsti dalla legge fallimentare.

(Fonte: Ipsoa)